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Jaca
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mweaJaca (mweqin aragonese mwegChaca) è un mwewcomune spagnolo di mwfa13 396 abitanti (stima mwfq2009)cite-ref-1[1] situato nella mwggcomunità autonoma dell'mwgwAragona. È il capoluogo della mwhacomarca della mwhqJacetania, alla quale ha dato il nome, ed è situata lungo il mwhgCammino aragonese di Santiago, a circa trenta km dalla frontiera mwhwispano-mwiafrancese.

Cittadina pirenaica dal passato illustre e prima capitale del mwigRegno d'Aragona, è considerata una fra le più importanti stazioni sciistiche di Spagna (gli impianti sono però situati a una ventina di chilometri dalla città). Oltre che per gli sport invernali, Jaca è nota anche come antico centro religioso (fu eretta a mwiwDiocesi nell'mwjaXI secolo, e possiede un'imponente mwjqcattedrale romanica), per la mwjgCittadella fortificata e per il mwjwfestival internazionale di musica (a cadenza biennale).

A Jaca vengono organizzati corsi estivi dall'Università di Saragozza, mentre conferenze e simposi sono spesso ospitati nel moderno e capiente Palazzo dei Congressi. È stata inoltre una delle città candidate ad ospitare i mwkqXVIII Giochi olimpici invernali ed i mwkgXXII Giochi olimpici invernali.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

Il territorio comunale è situato ai piedi dei mwlgPirenei centrali, nella zona nord-occidentale della regione. La città si estende lungo il margine sinistro del mwlwfiume Aragón, nella valle che prende il nome da tale corso d'acqua. A sud si staglia imponente, a pochi chilometri di distanza dall'abitato, la mwmaPeña Oroel, ultima cima dei contrafforti prepirenaici.

Il clima della città è di tipo subcontinentale, pur se influenzato dai venti oceanici provenienti dalla vicina Navarra, con inverni freddi ma non rigidi (la temperatura media di gennaio è di circa mwmg2,5 °C) ed estati tiepide (la temperatura media del mese più caldo, luglio, è di circa mwmw20 °C). Le precipitazioni sono generalmente comprese fra gli 800 e i mwna900 mm.

Storia

Epoca preromana

I primi abitanti della regione di cui possediamo testimonianze furono gli mwoaJacetani, popolo forse di origine non mwoqiberica, ma iberizzatosi prima della conquista romana (mwog195-mwow194 a.C.). Tale gruppo etnico, in epoca imprecisata, si era stanziato nei mwpaPirenei e Prepirenei aragonesi, fra l'attuale frontiera franco-spagnola e i margini settentrionali della mwpqHoya de Huesca. Erano pastori che lasciavano la coltivazione dei campi alle donne. Il loro centro più importante era Iacca (da cui è derivata l'attuale denominazione), una piccola città fortificata in prossimità dei territori occupati dai mwpgBaschi.

Colonizzazione romana

Gli invasori romani, guidati dal console mwqqMarco Porcio Catone, penetrarono nella mwqgPenisola iberica nel mwqw195 a.C. trovando, in regione, un'accanita resistenza da parte degli Jacetani. In quello stesso anno (o, secondo taluni, nel mwra194 a.C.), posero l'assedio a Jaca che poco prima era stata abbandonata da quasi tutti gli uomini atti alle armi recatisi in un territorio limitrofo per combattere i Sussetani (altra popolazione iberica). Intercettati e fatti prigionieri dai Romani, non poterono più rientrare in città. Quest'ultima, rimasta quasi indifesa, fu facilmente espugnata da Marco Porcio Catone che ne prese possesso con tutto il territorio circostante.

Località strategica per il controllo della parte nord-occidentale della Tarraconensis e di alcuni importanti passi pirenaici, Jaca prosperò durante la dominazione romana e conobbe una certa crescita demografica ed economica: ne fa fede la presenza, in città, di una mwsgzecca. Gli abitanti erano dediti sia al commercio che all'agricoltura ed alla pastorizia.

Culla del Regno d'Aragona

Nel mwtqV secolo Jaca fu costretta a seguire il triste destino di tutta l'mwtgHispania romana entrando in un periodo di decadenza che si protrasse anche durante la dominazione visigota (fino agli inizi dell'mwtwVIII secolo). Sembra che la città non venisse occupata militarmente dagli invasori islamici ma con ogni probabilità dovette accettarne la supremazia, divenendone tributaria. Già in epoca carolingia tuttavia, il nobile mwuaAznar I, con l'appoggio e il consenso di mwuqCarlo Magno fondò qui, attorno all'anno mwug800, una contea che prese il nome dal fiume Aragón e che ebbe in Jaca il proprio fulcro. La città venne fortificata e difesa con successo da vari attacchi mwuwmusulmani nel corso del mwvaIX secolo. Entrata in possesso dei re cristiani di mwvqPamplona, il sovrano mwvgSancho III Garcés di Navarra mwvwil Grande diede la città e tutta la contea a suo figlio mwwaRamiro I cui conferì anche il titolo di re, riconosciuto dal Papa, mediante bolla, al suo successore, mwwqSancho Ramírez. Nacque così il regno di mwwgAragona, legato da vincoli di vassallaggio alla mwwwSanta Sede e destinato a giocare un ruolo di primaria importanza nella penisola iberica e in tutto il mwxabacino del Mediterraneo fino al mwxq1479, anno in cui venne unito dinasticamente alla mwxgSpagna castigliana. Tale regno ebbe, come sua prima capitale, la città di Jaca.

Nel mwya1010 si tenne in città un concilio della chiesa cattolica. A Jaca, poco prima di essere elevata a capitale del mwyqRegno d'Aragona, mwygSancho Ramirez I concesse un mwywFuero e cioè uno statuto speciale e dei privilegi che determinarono una notevole espansione urbana cui contribuì anche il passaggio per la città del mwzacamino de Santiago. Venendo dalla mwzqFrancia attraverso il mwzgpasso del Somport, la città costituì per secoli la prima tappa importante in terra spagnola, e l'unica dotata di strutture ricettive (locande, stalle per i cavalli) prima di raggiungere la vicina mwzwNavarra, ad occidente, o mwaaHuesca, a sud. Tale favorevole ubicazione comportò benefici di carattere culturale, sociale e commerciale. Subito dopo essere stata eretta a diocesi (seconda metà dell'mwaqXI secolo), a Jaca fu innalzata, in pieno centro urbano, una superba cattedrale, considerata ancor oggi uno dei più significativi edifici mwagromanici d'Aragona e di Spagna.

Anche dopo la riconquista cristiana di mwbaSaragozza (mwbq1118), destinata a diventare capitale del Regno, Jaca continuò a prosperare. Nella seconda metà del mwbgXV secolo però, fu colpita da un incendio e da una catastrofica epidemia di peste che dimezzò il numero dei suoi abitanti.

Epoca moderna

L'unione dinastica fra il Regno di Aragona e quello di mwcqCastiglia (mwcg1479) assestò a Jaca e a tutti i territori della mwcwCorona d'Aragona un colpo mortale. Divenuta una città periferica di un Regno depauperato e asservito all'imperialismo castigliano, Jaca sembrò ritrovare un certo slancio fra la fine del mwdaXVI e gli inizi del mwdqXVII secolo, quando venne potenziata la sua funzione militare, in virtù della vicinanza alla frontiera francese. È di quell'epoca la mwdgmwdwCittadella (mwea1595), imponente fortificazione militare progettata e edificata da un architetto italiano, mweqTiburzio Spannocchi (noto anche come Tiburcio Spanochi o Tiburcio Espanoqui), per ordine di mwegFilippo II.

Epoca contemporanea

A partire dal mwgg1883 Jaca conobbe un ulteriore periodo di sviluppo dovuto all'arrivo della rete ferroviaria che congiungeva la cittadina a Saragozza, mantenendo nel contempo il suo ruolo militare e strategico fino ad epoca franchista (mwgw1939-mwha1975). Nel dicembre del mwhq1930 si verificò in città una sollevazione militare che portò alla proclamazione della Repubblica ben presto domata dall'intervento dell'esercito. I due capi della rivolta, i capitani Galán e García Hernández, furono fucilati, dopo un processo sommario, lo stesso giorno in cui vennero catturati. Molti accusati, grazie alle pressioni di alcuni aragonesi influenti e dell'opinione pubblica, evitarono la pena capitale e furono condannati a pene detentive di varia natura e durata o indultati.

Persa la sua funzione militare a seguito dell'integrazione della Spagna nella mwhwComunità Europea (dal mwia1986), la ricchezza della città si è andata sempre più poggiando sul terziario e sul turismo che fanno di Jaca una delle principali stazioni sciistiche dei Pirenei, grazie anche alla sua vicinanza alle piste delle località di mwiqAstun e di mwigCandanchu, e un vivace centro di scambi favorito dalla sua prossimità a Zaragoza, alla ricca Navarra e alla regione storica francese del mwiwBéarn.

Monumenti e luoghi d'interesse

La città possiede importanti monumenti romanici fra cui la mwjgCattedrale di San Pedro, costruita fra la seconda metà dell'mwjwXI secolo e i primi anni del secolo successivo, fra le più importanti dell'Aragona, il mwkaMonasterio de Monjas Benedectinas del secolo XII e la mwkqSala Capitular, che ospita il mwkgMuseo diocesano, con un'importante collezione di affreschi del mwkwXII e mwlaXIII secolo staccati da diverse chiese dei mwlqPirenei.

La mwlwmwmaCiudadela (mwmqcittadella), di pianta pentagonale e in perfetto stato di conservazione, fu fatta costruire da mwmgFilippo II nel mwmw1595 su progetto dell'architetto italiano mwnaTiburzio Spannocchi. Al mwnq1546 risale la costruzione della mwngCasa del Ayuntamiento, al cui interno è custodito il mwnwLibro de la Cadena , riproduzione del mwoaXIII secolo del mwoqFuero (in italiano, statuto municipale) concesso nel mwog1077 alla città.

Dintorni

A mwpq17 km si trova il paese di mwpgSanta Cruz de la Serós con due importanti chiese romaniche dell'mwpwXI secolo: mwqaSanta María e mwqqSan Caprasio (quest'ultima in stile mwqgromanico lombardo).

A poco più di venti chilometri c'è il mwramonastero di San Juan de la Peña, risalente al mwrqX secolo. Nel secolo successivo fu ampliata la chiesa scavata nella roccia, costruito il chiostro romanico e un nuovo edificio di culto, all'interno della quale ci sono le tombe di molti sovrani e nobili di Aragona, fra cui anche quella di mwrgJimena, moglie del leggendario eroe del riconquista mwrwCid Campeador.

A trenta chilometri circa è ubicato il mwsqPasso del Somport (in spagnolo mwsgpuerto del Somport, in aragonese mwswPort d'Urdos, l'antico mwtaSummus Portus romano) valico e posto di frontiera franco-spagnola a 1632 metri di altitudine.

Società

Evoluzione demografica

Jacacite-ref-2[2]

Dati censuali (mwvw1900-mwwa2001) o stimati (mwwq2009) relativi alla popolazione residente (in spagnolo: mwwgpoblación de derecho).

Feste ed eventi

La festa principale è quella del 1º maggio in ricordo della battaglia del conte Aznar contro i musulmani di mwxqal-Andalus. Dura una settimana con sfilate in costumi dell'epoca, rappresentazioni fra lo storico e il leggendario della battaglia, feste e balli.

Le feste patronali del capoluogo e delle frazioni, dedicate a mwxwSant'Orosia (o Eurosia) e a mwyaSan Paolo, si svolgono generalmente con cerimonie religiose, processioni e banchetti. Il culto di Sant'Orosia, originario di Jaca (la santa è nota anche come Sant'Orosia di Jaca), si diffuse in età medievale in tutta la Spagna e, già in epoca moderna, anche in mwyqFrancia ed mwygItalia (mwywXVI-mwzaXVII secolo).

Il mwzgMercado Medieval è una ricostruzione della vita lavorativa medievale, con esibizione, nelle strade cittadine, strada, di artigiani intenti ad operare secondo le tecniche tradizionali oramai in disuso, per poi vendere i propri prodotti. La Settimana santa è particolarmente sentita e si svolge, con grande solennità, fra processioni e rappresentazioni sacre, secondo le tradizioni spagnole. Le mwzwromerias sono dei pellegrinaggi ai santuari che si svolgono, come in altre parti della Spagna, facendo seguire ai riti religiosi del mattino feste campestri, giochi, pranzi all'aperto, canti e balli. Di particolare importanza per l'ampia partecipazione popolare è la mw0aRomería a la Virgen de la Cueva, che ha luogo nel mese di maggio. In agosto si svolgono invece il mw0qFestival Folklorico de los Pirineos (con cadenza biennale), il mw0gFestival del Camino de Santiago e la mw0wFeria del libro.

Amministrazione

Gemellaggi

Jaca è gemellata concite-ref-3[3]:

Elche, dal 1963

Note

cite-note-11. Cfr. il mw5gsito dell'Instituto Nacional de Estadistica (INE)
cite-note-22. mw6gINE
cite-note-33. mw7gmw7wmw8aHermanamientos del municipio de Jaca, su mw8qjaca.es.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jaca

Collegamenti esterni

• mwaqiLa cattedrale di Jaca nel Sito romanicoaragones, su romanicoaragones.com.